| 17 settembre 2026 | Classificazione | Verona, Ca' Foscari, Perugia, Salento, Humanitas Verona e Ca' Foscari erano contate fra gli atenei che regolano la valutazione automatica degli esami. Le loro clausole parlano d'altro: a Verona dei sistemi ad alto rischio per le ammissioni a numero chiuso e la valutazione del personale, a Ca' Foscari del diritto a far rivalutare da una persona «una graduatoria, un'ammissione, una esclusione» decisa da un algoritmo. Tornano a «non specificato», con la clausola conservata in nota. Verona e Perugia rispondono invece sulla tesi, e non lo registravamo: Verona ammette brainstorming, revisione linguistica e organizzazione delle idee e vieta di svolgere «interamente» tesi ed esami senza autorizzazione; Perugia ammette la prima bozza e la riformulazione e vieta di presentare come proprio un elaborato «prodotto interamente dall'IA». Il Salento prevede che gli elaborati «potranno essere sottoposti a verifica tramite software», e lo davamo per «l'ateneo fornisce un rilevatore»: il testo non dice chi lo fornisca, e ora ha un valore suo. Per Humanitas la lettura «vietato salvo autorizzazione» in tesi resta, ma la nota dice che è la risposta meno sicura della scheda: la clausola sull'autorizzazione è scritta per l'esame. Come è emersa: Un controllo esterno sui CSV pubblicati, riletto clausola per clausola sui documenti originali. Delle sue tredici proposte sei reggevano sul testo; le altre erano già state applicate il giorno prima o non trovavano riscontro nelle fonti. |
| 17 settembre 2026 | Dato | Modena e Reggio Emilia; la domanda sulla formazione Le linee guida di Modena portano in testa la data del 29 luglio 2026, che mancava nella scheda; una pagina dell'ateneo le indicizza al 31 luglio, e teniamo quella scritta sul documento. La domanda «L'ateneo offre formazione?» prometteva più di quanto i documenti dicano: ventisei dei ventisette che rispondono «promuovono» o «si impegnano a» organizzarla, solo Siena scrive che la «organizza». La domanda e l'etichetta ora dicono «si impegna a offrirla». Come è emersa: Rilettura di tutte le citazioni del campo, una accanto all'altra: la frase che il sito ripete era già prudente, l'etichetta della tabella no. |
| 17 settembre 2026 | Dato | I dieci atenei mai cercati su motore: Messina, Vanvitelli, Parthenope, Foggia, Catanzaro, Cusano, Cassino, Kore, IMT, Sant'Anna Erano «nessun documento individuato» sulla sola base del crawler. La ricerca su motore e la lettura di circa mille documenti ha cambiato quattro esiti. La Kore ha una scheda: le norme redazionali della magistrale in Lingue per la comunicazione internazionale vietano «assolutamente» l'IA per la stesura della tesi. Foggia ha una scheda: il Senato vieta gli assistenti di IA durante le sedute degli organi, il CdA ha aderito alle licenze ChatGPT Edu e l'ateneo usa già Copilot e Gemini; per gli studenti non c'è nulla, e una commissione paritetica lo ha chiesto. La Vanvitelli regola l'IA in singole schede di insegnamento e ha iThenticate con la rilevazione dell'IA attiva sulle tesi, senza una regola su come usarne l'esito. La Sant'Anna nomina l'IA fra i rischi della ricerca nel codice etico del 2024. Gli altri sei restano senza documento, ma con il dettaglio di che cosa è stato letto e delle tracce trovate: Compilatio Magister+ a Catanzaro, il report Turnitin obbligatorio a Messina, il blog sulla tesi e ChatGPT della Cusano. Come è emersa: Tre ricerche in parallelo su motore, con verifica di ogni indirizzo e lettura del testo. Il crawler non arriva ai documenti che stanno nei portali dei corsi, negli archivi WordPress separati (la Kore pubblica su admin.uke.it) e nelle pagine delle riunioni degli organi. |
| 17 settembre 2026 | Classificazione | Università degli Studi di Salerno Era «nessun documento individuato» con la nota che il sito respingeva le richieste automatiche. Il portale ICT dell'ateneo, letto con un browser, dichiara linee guida sull'IA «in una fase avanzata di elaborazione e discussione presso gli organi accademici competenti»: l'esito diventa «linee guida in preparazione», con la pagina che le annuncia sotto sorveglianza mensile. Come è emersa: Un controllo esterno segnalava la pagina come se la policy fosse già adottata; letta per intero, dice che è in arrivo. Il 403 riguardava il nostro crawler dichiarato, non un browser: la ronda ora riprova come browser e lo scrive. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Ca' Foscari Venezia e Verona Quattro caselle che davamo per vuote. Verona classifica come ad alto rischio la valutazione automatizzata delle domande di ammissione ai corsi a numero chiuso, ed è l'unico ateneo che porta la questione fuori dall'esame e dentro l'accesso. Ca' Foscari è l'unico che ricorda l'articolo 22 del GDPR: se una graduatoria, un'ammissione o un'esclusione è decisa da un software, l'interessato ha diritto a contestarla e a chiederne la rivalutazione a una persona. Come è emersa: Controllo esterno sui due atenei che mancavano, con i documenti originali caricati. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Le pagine sui rilevatori automatici Terza correzione della stessa affermazione in un giorno. Restava scritto che nessun ateneo dice niente su come contestare: la IULM e Camerino dicono al docente cosa fare al posto della sanzione, Camerino elenca le prove che uno studente può portare, e Ca' Foscari ricorda un diritto che lo studente ha già per legge. Come è emersa: Ogni documento in più ha smentito la versione precedente. Non è un incidente: è quello che succede quando si scrive «nessuno» avendo letto quaranta documenti su novantotto. |
| 16 settembre 2026 | Classificazione | Iuav di Venezia, L'Aquila e Ferrara Tre atenei escono dal registro delle ricerche a vuoto. Iuav ha un articolo del Codice etico, il 23, dedicato all'uso dell'IA — ma parla solo a «lavoratrici e lavoratori»: per chi studia a Iuav non c'è nessuna regola. L'Aquila e Ferrara hanno regole di corso di studi, non di ateneo: il regolamento tesi dell'area psicologica dell'Aquila vieta la redazione anche parziale dell'elaborato e chiede i prompt, la pagina della prova finale di un corso di Ferrara vieta la generazione del testo. Come è emersa: Seconda passata della caccia, a lotti da otto. Ogni indirizzo è stato aperto e ogni documento letto per intero prima di censirlo. |
| 16 settembre 2026 | Classificazione | Università Roma Tre Il Codice di comportamento dei dipendenti ha un articolo intitolato all'intelligenza artificiale, l'11-quater, che non prescrive nulla: dice che «è essenziale che l'IA sia utilizzata con responsabilità» e che l'ateneo «si potrà dotare di una AI policy», al futuro. L'obbligo è condizionato a un documento che non esiste ancora. Classificata «documento senza prescrizioni», non «nessun documento individuato». Come è emersa: La differenza conta: un articolo dedicato e lasciato vuoto dice qualcosa che il silenzio non direbbe. |
| 16 settembre 2026 | Classificazione | Università di Camerino Era classificata «nessun documento individuato». Camerino ha invece due documenti di ateneo, e quello del gennaio 2026 dedicato alle studentesse e agli studenti è il più completo del censimento dal punto di vista di chi studia: copre tesi, esami, dichiarazione, dati riservati, rilevatori automatici, DSA e formazione. Pubblica anche due formule di dichiarazione pronte, una per chi l'IA non l'ha usata. Come è emersa: Una ricerca esterna sugli atenei che davamo per scoperti. Il documento sta in una pagina intitolata «Altre linee guida», e nessuna delle nostre ricerche ci era arrivata. |
| 16 settembre 2026 | Classificazione | Università Bocconi Era classificata «nessun documento individuato». Il Codice di comportamento degli studenti, emanato con D.R. 97 del 29 ottobre 2025, include fra i comportamenti sleali l'uso dell'intelligenza artificiale in violazione del syllabus, e lo rende sanzionabile in sede disciplinare. Come è emersa: L'avevamo mancato anche rileggendo il documento: il PDF perde la legatura «fi» e scrive «intelligenza artifciale», che nessuna ricerca per «artificiale» trova. Ora l'estrattore ripara le legature quando il documento mostra di averle perse. |
| 16 settembre 2026 | Classificazione | Palermo, SISSA e Tuscia Segnalati da una ricerca esterna come possibili ritrovamenti, e verificati uno per uno: non lo sono. Palermo e Tuscia nominano l'intelligenza artificiale in un elenco di attività di ricerca che richiedono il parere del comitato etico — è una regola su quali progetti vanno sottoposti a parere, non sull'uso dell'IA. La SISSA le dedica un paragrafo del regolamento sui social media, in forma di raccomandazione e nell'ambito della gestione dei canali dell'ente. Come è emersa: Registrati comunque, con l'indirizzo del documento: dire perché una cosa non conta vale quanto dire che conta. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Undici atenei Dodici caselle che davamo per vuote non lo erano. Catania, Ca' Foscari e Valle d'Aosta prevedono conseguenze disciplinari; Perugia, Parma, Trento e Siena disciplinano i dati riservati; Udine impone di dichiarare l'uso quando è rilevante per il contenuto; il Sannio chiede di citare gli strumenti di IA nelle pubblicazioni; Genova e Perugia Stranieri ammettono la valutazione assistita solo dopo gli obblighi previsti per i sistemi ad alto rischio — Genova con l'approvazione preventiva di una Commissione di Ateneo, passaggio che nessun altro prevede. Come è emersa: Controllo esterno, con i documenti originali riletti per intero. Dei cinquanta passaggi candidati ne abbiamo usati ventuno: gli altri sfioravano il tema senza rispondere alla domanda, e tenerli avrebbe gonfiato i numeri senza aggiungere informazione. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM La scheda aveva una sola risposta e dichiarava di essere parziale: «le prescrizioni operative restano da leggere». Adesso ne ha nove. Il documento IULM è il più dettagliato che abbiamo incontrato: impone al docente di dichiarare nel syllabus una di tre categorie per ogni prova — IA non permessa, assistiva, richiesta — chiede di riportare i prompt nella dichiarazione, e vieta di affidare la correzione automatica a un sistema senza revisione umana. Come è emersa: Controllo esterno con il documento originale caricato. Il nostro primo passaggio su IULM si era fermato ai paragrafi introduttivi. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Quattro pagine del sito Scrivevamo che «nessun ateneo indica una procedura per contestare un esito errato» di un rilevatore automatico. Leggendo il documento IULM per intero si è visto che non è del tutto vero: la IULM dice al docente «MAI accusare basandosi unicamente sul tool di rilevamento» e, in caso di sospetto, di aprire un colloquio invece di sanzionare. Non è una procedura di contestazione per lo studente, ma non è nemmeno il silenzio che raccontavamo. Corretto in quattro punti. Come è emersa: Un'affermazione forte va rivista ogni volta che si legge un documento in più: era vera sui documenti che avevamo letto, non su quelli che c'erano. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Università degli Studi di Catania La valutazione assistita da IA era classificata «ammessa solo con verifica umana». La citazione però dice «esclusivamente i sistemi di IA autorizzati dall'Ateneo»: della verifica umana non parla. Introdotto un valore che non avevamo — «ammessa solo con i sistemi autorizzati dall'ateneo». Come è emersa: Primo audit alla cieca sui nostri stessi dati: si classificano le citazioni senza vedere il valore assegnato, e solo dopo si confronta. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Università degli Studi di Pavia La valutazione assistita da IA era classificata «vietata». La fonte vieta di delegare «interamente» la valutazione: l'uso dell'IA come supporto non è vietato, lo è affidarle la decisione. Corretto in «ammessa solo con verifica umana», con la nota che riporta la parola esatta. Come è emersa: Stesso audit alla cieca. Su 36 affermazioni, 33 hanno retto e 3 no. |
| 16 settembre 2026 | Classificazione | Università «Gabriele d'Annunzio» Chieti-Pescara Era classificata «linee guida in preparazione». Le linee guida operative per didattica, ricerca e amministrazione sono in effetti ancora affidate a un gruppo di lavoro, ma la Strategia e Piano di Sviluppo dell'IA è stata emanata con decreto rettorale ed è in vigore: pone obblighi — l'uso va dichiarato, l'uso acritico è vietato, i dati personali non vanno immessi in piattaforme senza garanzie. Ora ha una scheda. Come è emersa: Avevamo fermato la verifica all'annuncio, senza leggere il documento allegato. «In preparazione» descriveva il gruppo di lavoro, non l'atto. |
| 16 settembre 2026 | Classificazione | UNINT — Università degli Studi Internazionali di Roma Le avevamo attribuito un documento «Linee guida IA e didattica» classificandolo come privo di prescrizioni. Di quel documento non avevamo registrato l'indirizzo, e non siamo riusciti a ritrovarlo: la classificazione era senza prova e l'abbiamo corretta in «nessun documento individuato». Come è emersa: Abbiamo letto i 53 regolamenti elencati nella pagina Statuto e regolamenti. Diciassette hanno testo estraibile e nessuno nomina l'IA; trentasei sono scansioni senza testo — illeggibili per i nostri strumenti come per un lettore di schermo. È un limite dell'ateneo, non nostro, ed è giusto che sia scritto da qualche parte. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Il registro delle ricerche a vuoto IULM aveva una scheda con la propria policy di ateneo e, insieme, una voce «nessun documento individuato». Due affermazioni incompatibili sullo stesso ateneo: sul sito vinceva la scheda, ma il dato pubblicato in formato aperto era incoerente. Come è emersa: Trovato facendo il punto sullo stato del progetto, non da un controllo. Adesso il controllo c'è: una scheda e un esito negativo non possono coesistere. |
| 16 settembre 2026 | Classificazione | La pagina «Devo dichiarare l'uso dell'AI?» Dicevamo che nessun ateneo censito rende facoltativa la dichiarazione d'uso dell'intelligenza artificiale. Il corso di Lingue e culture moderne di Urbino propone una formula di dichiarazione e ne lascia l'inserimento «a discrezione della studentessa/dello studente». L'affermazione resta vera per i documenti di ateneo, non per tutto il censimento, e ora la pagina lo dice. Come è emersa: Cercando l'indirizzo di una pagina che un controllo esterno aveva segnalato senza fornirlo. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Sassari Sassari risultava fra gli atenei per cui non avevamo trovato niente, con la nota che un vademecum era stato segnalato ma non ritrovato. Il documento esiste ed è pubblico: vieta l'uso dei modelli linguistici nella stesura della tesi, senza possibilità di autorizzazione. Vale per i laureandi di un solo corso magistrale, non per l'ateneo. Come è emersa: Non era sul sito del corso né su quello dell'ateneo, ma su quello del Dipartimento di Scienze chimiche, fisiche, matematiche e naturali. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Urbino Urbino risultava fra gli atenei per cui non avevamo trovato niente, con una pagina segnalata che rispondeva 502. La pagina esiste e risponde. Cercandola è emerso anche un secondo documento, del Dipartimento di Economia, Società, Politica, che vieta di presentare testi redatti da sistemi di intelligenza artificiale. I due dicono cose diverse, e la scheda riporta entrambi. Come è emersa: Un errore del server aveva fatto passare per inesistente un documento che c'era. Un 502 non è una prova: ora lo ricontrolliamo sempre. |
| 16 settembre 2026 | Metodo | Tre indirizzi sbagliati nel censimento Scuola Superiore Meridionale, San Raffaele Roma ed Europea di Roma risultavano irraggiungibili: la ricerca automatica si fermava alla home e scrivevamo che i loro siti non rispondono. Non era vero. Avevamo l'indirizzo sbagliato: un dominio che non esiste più per due, e per il terzo uno che rimanda altrove. Corretti, le tre ricerche hanno letto 23, 12 e 50 pagine. Come è emersa: Verificando a mano i nove atenei su cui la ricerca sui documenti di governo non era mai stata fatta o si era fermata subito. Ora valida.py rifiuta una ricerca ferma sotto le cinque pagine: prima di dire che non c'è niente, bisogna controllare l'indirizzo. |
| 16 settembre 2026 | Classificazione | Sette atenei classificati «nessun documento individuato» Palermo e Tuscia nominano l'intelligenza artificiale in un documento, ma per un'altra questione; LUISS ha le parti operative dietro le credenziali; il Politecnico di Bari ha annunciato linee guida mai pubblicate; Suor Orsola, UniNettuno e Foro Italico hanno regole scritte da singoli docenti. Erano tutti e sette sotto la stessa etichetta, «nessun documento individuato», che faceva leggere zero dove zero non era. Come è emersa: Il vocabolario per distinguerli c'era già: era il nostro uso a essere pigro. Ora un esito diverso da «non trovato» obbliga a dire che cosa abbiamo trovato, e l'elenco degli atenei lo segnala riga per riga. |
| 16 settembre 2026 | Metodo | Il controllo delle citazioni Il programma che confronta ogni citazione con il documento originale ne confrontava solo i primi 150 caratteri. Su 265 citazioni, 156 avevano una coda che nessun controllo aveva mai verificato: la promessa centrale di questo sito valeva per una parte del testo che pubblica, non per tutto. Tolto il limite, cinque citazioni non passavano più. Nessuna era inventata: due saltavano un pezzo di documento senza dichiararlo con le parentesi quadre, tre inciampavano in numeri di pagina e note a piè di pagina che l'estrazione infila dentro la frase. Brescia ora dichiara il salto, la IULM riporta la frase intera. Come è emersa: Una revisione esterna della pipeline, chiesta apposta per trovare i punti in cui i nostri controlli si fidano di sé stessi. |
| 16 settembre 2026 | Dato | La frase in testa a ogni scheda Su dieci atenei la sintesi diceva che la dichiarazione d'uso dell'IA «non è disciplinata dal documento di ateneo» mentre il documento la disciplina: la raccomanda, la impone per l'uso sostanziale o la rimette al docente. Era la prima riga della pagina e il testo che compare nei risultati di ricerca. Come è emersa: La frase veniva montata concatenando l'etichetta di un badge, che è scritta per stare dentro un badge. Ora ogni valore ha la sua frase. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Cinque atenei nel registro delle ricerche a vuoto Parthenope, Politecnica delle Marche, Suor Orsola, Politecnico di Bari e IUL avevano il blocco scritto due volte nel file dei dati, e il secondo vinceva in silenzio. Il numero di pagine che pubblicavamo come prova della ricerca era quello sbagliato per tutti e cinque. Come è emersa: Il controllo che rifiuta le chiavi duplicate esisteva, ma girava solo sulle schede. Ora gira su tutti i registri. |
| 16 settembre 2026 | Classificazione | Tredici risposte, in undici schede Sapienza e Brescia erano classificate «valutazione automatica vietata» sotto la domanda «un'AI può valutare il mio esame?», ma le loro citazioni parlano di revisione tra pari. Sei atenei avevano «divieto sui dati riservati» su frasi che chiedono cautela senza vietare nulla. Tre avevano «eccezioni per DSA» su frasi sull'accessibilità degli strumenti. Parma aveva «vietato salvo autorizzazione» su un divieto senza deroghe, Ca' Foscari «consentito con condizioni» su un consiglio. In ogni caso la citazione diceva già la cosa giusta: era l'etichetta a dire di più. Come è emersa: Una revisione esterna delle classificazioni, chiesta apposta. Due valori nuovi — «obbligo di cautela, non un divieto» e «vietata nella revisione scientifica, non regolata per gli esami» — e ventotto note che dicevano «l'unico ateneo che…» riscritte come descrizioni: nove erano già false. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Milano L'Allegato didattico del Decalogo AI era nella scheda da settimane, ma non l'avevamo mai estratto: la scheda citava solo il Decalogo. Dentro c'è il divieto di delegare all'IA qualsiasi valutazione che concorra al voto d'esame — la Statale è il terzo ateneo a scriverlo, con Insubria e Modena — la generazione di risposte durante gli esami fra i comportamenti impropri, e l'obbligo per gli studenti di dichiarare strumento, modalità e finalità in ogni elaborato valutato. Come è emersa: Il documento ci è stato riconsegnato dall'esterno, insieme ad altri quattordici. Otto li avevamo già; questo lo avevamo in scheda e non in cache, e nessun controllo se n'era accorto. Ora valida.py pretende che ogni documento citato abbia la sua cache. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Bolzano, Ca' Foscari, Campus Bio-Medico, LIUC, Europea di Roma Bolzano ha linee guida per studenti della Facoltà di Scienze della Formazione: generare contenuto da consegnare è vietato salvo indicazione del docente e va dichiarato, e i dati riservati non vanno mai immessi. Le stesse linee guida dichiarano di integrare un documento di ateneo del 31 gennaio 2025 che non troviamo pubblicato. Ca' Foscari ha scelto Copilot come strumento per il personale. Il Campus Bio-Medico rilancia le linee guida della Commissione europea, non regole proprie. Della LIUC abbiamo potuto leggere le indicazioni sul portale studenti: Turnitin misura la quota di testo attribuibile all'IA e il docente può non ammettere alla laurea. L'Europea di Roma ha un modulo di dichiarazione d'uso dell'IA per la tesi che nessun indirizzo pubblico espone. Come è emersa: Quindici documenti e quattro pagine riconsegnati dall'esterno, letti uno per uno e confrontati con la cache: otto già nostri, sette nuovi, di cui tre senza un indirizzo pubblico che ci permetta di citarli. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Ca' Foscari La scheda diceva che la dichiarazione d'uso dell'IA nella tesi è «raccomandata» e che sui dati riservati l'ateneo chiede solo cautela. Citava le linee guida sulla didattica, che dicono così. Ma dal 18 marzo 2026 sono in vigore le Linee guida per elaborato finale e tesi di laurea (D.R. 195/2026): la dichiarazione «è necessaria», va in una sezione metodologica, ha un modulo di ateneo reso sotto la responsabilità del D.P.R. 445/2000, negli strumenti esterni «è vietato inserire dati personali o informazioni sensibili», e l'uso improprio o non dichiarato è una violazione del Codice etico. Tre risposte cambiano, e una si aggiunge. Come è emersa: Il crawler riscritto oggi, alla prima prova, ha tirato fuori il modulo «Dichiarazione uso IA» dalla sezione esame di laurea del sito: il vecchio non entrava nelle pagine per gli studenti. Da lì la pagina delle carriere e le linee guida. Il documento più recente dell'ateneo era anche quello che nessuna delle nostre passate, umane o automatiche, aveva visto. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Reggio Calabria, Palermo, Torino Il Dipartimento di Agraria della Mediterranea vieta l'IA generativa nella tesi «in nessun caso», dentro un regolamento della prova finale del 2024 che non la nomina nel titolo: Reggio Calabria passa dalle ricerche a vuoto a una scheda. La guida tesi di Giurisprudenza a Palermo (febbraio 2026) ammette l'IA per orientarsi nella bibliografia e organizzare lo scritto ed esclude che scriva capitoli: anche Palermo ha una scheda. E Torino ha linee guida di ateneo approvate dal Senato il 19 dicembre 2023 — le più antiche d'Italia fra quelle censite — di cui esiste la delibera e non il testo: la scheda lo dice, e resta al livello del Dipartimento di Lingue, che dal 2026 richiede una dichiarazione firmata. Come è emersa: Una ricerca su motore, ateneo per ateneo, affidata a un revisore con l'obbligo di verificare ogni indirizzo. È la gamba che al censimento mancava: i tre documenti stanno su un sottodominio di dipartimento, in un regolamento senza «IA» nel titolo, e in un resoconto del Senato. |
| 16 settembre 2026 | Dato | LUISS, Universitas Mercatorum, LIUC, Politecnico di Torino La LUISS, che davamo fra gli atenei con regole non pubbliche, ha pubblicato a maggio 2026 linee guida di ateneo sulla tesi con una sezione «Norme uso Artificial Intelligence»: uso solo con l'accordo del relatore, dichiarazione obbligatoria, obbligo di conservare prompt e log fino alla fine della valutazione. Universitas Mercatorum ha nel regolamento della prova finale (D.R. 143/2025) il divieto di riformulare testi con l'IA per eludere l'antiplagio: è la prima università telematica con una regola scritta. La LIUC, che davamo dietro credenziali, serve in chiaro la guida dello studente di Ingegneria Gestionale, con la soglia Turnitin anche per i testi generati dall'IA. Il Politecnico di Torino passa da «non trovato» a «linee guida in preparazione»: due comunicati le annunciano, nessun documento le contiene. Come è emersa: La ricerca su motore. Il PDF di Mercatorum vive su un archivio esterno all'ateneo, la pagina della LIUC su un portale studenti: due posti dove un crawler che resta sul dominio dell'ateneo non passa. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Università telematica Leonardo da Vinci, Università per Stranieri di Siena Unidav ha una circolare rettorale del 29 settembre 2025 con un articolo sull'uso dell'IA nella tesi: ricerca, sintesi e correzione sono ammesse, la sostituzione del lavoro personale no, e «ogni utilizzazione illegittima dell'AI è sanzionata con l'esclusione dalla seduta di laurea». È la seconda telematica con una regola scritta: «nessuna delle undici» era sbagliato di due. Stranieri di Siena ha, dal 7 novembre 2024, una casella sull'IA generativa nella dichiarazione antiplagio che ogni laureando firma con la domanda di laurea: l'uso è ammesso «con modalità concordato con il tutor o relatore». Erano entrambi fra le ricerche a vuoto. Come è emersa: La ricerca su motore, quarto lotto. Nove telematiche restano senza niente, e per una, UniNettuno, il sito respinge qualunque richiesta automatica: il suo «non trovato» è un «non verificabile», e ora la pagina lo dice. |
| 16 settembre 2026 | Dato | UNINT, Verona, Bologna, Perugia, Salento, Humanitas UNINT ha linee guida approvate dal Senato il 25 settembre 2024: uso solo con l'autorizzazione del docente, dichiarazione, esami vietati salvo diversa indicazione, Compilatio+ Magister anche per i testi generati, valutazione mai senza controllo umano. Era il documento che una nostra verifica aveva attribuito e poi perso, perché sta su un archivio S3 e non su unint.eu; la scheda esisteva come «non trovato». Verona esclude che un sistema di IA «possa mai essere considerato autore o coautore»: lo avevamo classificato «disciplina diversa». Bologna e Perugia impongono la dichiarazione per l'uso «sostanziale», non per ogni uso. Salento ora cita le sanzioni vere: annullamento, ripetizione, procedimento disciplinare. Humanitas dichiara nella nota che la lettura «salvo autorizzazione» per la tesi è la più severa delle due possibili. Come è emersa: Un controllo esterno sui file CSV, con GPT. Sei rilievi su undici erano fondati e sono corretti; tre erano già stati risolti in giornata; due (Cagliari in preparazione, Perugia con data di adozione) non hanno trovato riscontro nelle fonti e restano fuori. |
| 16 settembre 2026 | Dato | Europea di Roma, Vita-Salute San Raffaele, Tuscia, Cagliari, UNINT Gli indirizzi giusti dell'Europea di Roma stanno sotto /wp-content/uploads/sites/5/, non sotto /psicologia/ come indicizzano i motori: le linee guida tesi di Psicologia (tre usi consentiti, tre vietati, modulo obbligatorio) e il modulo sono pubblici, e l'ateneo ha una scheda. Il San Raffaele ha la clausola sulla dichiarazione in uno solo dei venti regolamenti di corso emanati lo stesso giorno. La Tuscia, che davamo «IA nominata per altro», ha linee guida di ateneo per la tesi con un paragrafo sull'IA e un regolamento di Agraria che chiama plagio i contenuti generati in sostituzione della redazione personale. Cagliari ha un gruppo di lavoro dal marzo 2024 e linee guida «elaborate» ma non pubblicate, più una riga prescrittiva in un dottorato. UNINT ha anche la guida docenti 2026/27, che rende obbligatorio attenersi alle linee guida sull'IA. Come è emersa: La ricerca su motore, secondo lotto: 49 ricerche, 95 indirizzi verificati. I documenti stanno in allegati di regolamento di singolo corso, in modulistica di dipartimento, su host diversi dal dominio dell'ateneo. |
| 15 settembre 2026 | Classificazione | Macerata, Bolzano e Scienze Gastronomiche Erano classificate «nessun documento individuato». Macerata ha una Policy di ateneo sulla GenAI pubblicata nella propria sezione Normativa; Bolzano e Scienze Gastronomiche disciplinano l'IA dentro il codice etico. Il caso di Scienze Gastronomiche cambia il quadro generale: è il primo divieto pieno che censiamo, senza deroghe e con sanzioni. Come è emersa: Una ricerca automatica che parte dai documenti di governo invece che dalle parole "intelligenza artificiale". Trieste ci aveva insegnato che un documento può disciplinare l'IA senza dirlo nel titolo; questi tre confermano che non era un caso isolato. |
| 15 settembre 2026 | Metodo | Il nostro modo di leggere i PDF L'estrazione del testo dai PDF spezza le parole a caso. Il controllo che confronta ogni citazione con la fonte ignora gli spazi, quindi non se ne accorgeva: una citazione poteva finire pubblicata come «condivi se credenziali», attribuendo al documento un refuso che non ha. Due citazioni di Teramo erano in questo stato e sono state corrette prima della pubblicazione. Ora un secondo controllo cerca le parole spezzate. Come è emersa: Il primo tentativo di controllo segnalava «co-autore» come errore in quattro schede: era il controllo stesso a spezzare la parola sul trattino. Verificato sulle fonti, corretto, e riverificato. |
| 15 settembre 2026 | Classificazione | Università degli Studi di Teramo Era classificata «nessun documento individuato». Le linee di indirizzo di ateneo esistono, approvate dal Senato Accademico il 25 marzo 2025, e sono pubbliche: il sito di Teramo rifiutava le nostre richieste automatiche. Come è emersa: La sonda riceveva un errore 403 e registrava «home non raggiungibile». Non era vero: il sito rispondeva, ma non a noi. |
| 15 settembre 2026 | Classificazione | Università degli Studi di Trieste Era classificata «nessun documento individuato». Trieste non ha un documento dedicato all'intelligenza artificiale, e per questo le ricerche lo mancavano: la disciplina sta in un articolo del Codice etico, l'art. 16, introdotto con la revisione approvata nel 2025. Come è emersa: Ci ha insegnato a cercare anche dove il titolo non parla di IA. I codici etici e i regolamenti di carriera vanno letti, non filtrati per parola chiave. |
| 15 settembre 2026 | Classificazione | Università di Milano-Bicocca e UNINT Erano classificate una come «regole solo a livello di corso» e l'altra come «documento non raggiunto». In entrambi i casi il documento esiste, è pubblico e l'abbiamo letto: semplicemente non prescrive nulla. Quello di Milano-Bicocca è una proposta di raccomandazioni firmata da un laboratorio di ricerca, che chiede all'ateneo di scrivere le linee guida che ancora non ci sono. Esiste ora un esito apposito, «documento senza prescrizioni». Come è emersa: Lettura integrale dei due documenti. Chiamare «regola» un testo che dice «si raccomanda» sarebbe stato un errore più grave del non trovarlo. |
| 15 settembre 2026 | Classificazione | Università di Pisa Era classificata «regole solo a un livello inferiore» senza scheda. Il Dipartimento di Biologia impone ai laureandi una dichiarazione di trasparenza sull'uso dell'IA generativa: ora ha una scheda, dichiarata come regola di struttura. Come è emersa: Ricerca diretta sulle pagine di prova finale dei corsi del dipartimento. |
| 15 settembre 2026 | Classificazione | Università del Salento Era classificata «regole solo a un livello inferiore» sulla base di un vademecum firmato da un singolo docente, che avevamo giustamente escluso. Esiste però un regolamento vero e proprio, approvato dai corsi di laurea in Scienze e tecniche per i media e in Traduzione tecnico-scientifica: ora ha una scheda, dichiarata come regola di corso di studi e non di ateneo. Come è emersa: Introduzione del campo «livello»: distinguere una regola di ateneo da una di corso ci ha obbligati a rileggere i casi che avevamo archiviato in blocco. |
| 15 settembre 2026 | Classificazione | Università di Torino Era classificata «materiale solo su intranet». Il Dipartimento di Lingue e letterature straniere pubblica però un modulo di dichiarazione accessibile a chiunque: ora ha una scheda, dichiarata come regola di struttura. Come è emersa: Stessa revisione. Il campo «livello» ci permette di pubblicare questi casi senza farli passare per regole dell'intero ateneo. |
| 15 settembre 2026 | Metodo | Tutte le schede Fino a oggi un documento di dipartimento e uno di ateneo comparivano allo stesso modo: chi leggeva non poteva sapere a chi si applicasse davvero una regola. Ogni documento e ogni risposta dichiarano ora il proprio livello — ateneo, struttura, corso di studi o singolo docente — e solo le regole di ateneo entrano nei conteggi e nei grafici. Come è emersa: Revisione interna del modello dei dati. |
| 15 settembre 2026 | Classificazione | Sapienza Università di Roma Era classificata «nessun documento individuato». Sapienza non ha un documento unico sull'intelligenza artificiale, e per questo le ricerche lo mancavano: la disciplina sta nelle linee guida sull'integrita' della ricerca (D.R. 2/2026) e in un modulo obbligatorio che ogni laureando sottoscrive. Come è emersa: Verifica indipendente, poi controllo diretto sui due documenti. |
| 15 settembre 2026 | Dato | Scuola Normale Superiore Una citazione riportava «le allieve e gli allievi» dove il documento scrive «le allievi e gli allievi». Avevamo corretto in silenzio un refuso della fonte: anche una correzione innocua è una modifica di una citazione testuale. Testo ripristinato con [sic]. Come è emersa: Trovata dal controllo automatico introdotto per questo motivo, che confronta ogni citazione carattere per carattere con il testo della fonte. |
| 15 settembre 2026 | Classificazione | Università di Catania Era classificata «solo a livello di corso o dipartimento» perché avevamo individuato soltanto le linee guida del Dipartimento di Matematica e Informatica. Esiste un documento di ateneo approvato da Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione nel giugno 2026. Come è emersa: Verifica indipendente condotta con uno strumento di ricerca diverso dal nostro. |
| 15 settembre 2026 | Classificazione | LUMSA Era classificata «documento non raggiunto»: la pagina pubblica dell'ateneo annuncia l'approvazione delle linee guida senza collegarne il testo. Il documento esiste ed è pubblico, su un dominio diverso. Come è emersa: Verifica indipendente. |
| 14 settembre 2026 | Classificazione | Università di Pisa e Università di Catania Erano classificate «nessun documento individuato». Riprovando la ricerca con parole diverse sono emersi documenti di dipartimento, e la classificazione è stata corretta in «solo a livello di corso o dipartimento». Come è emersa: Controllo interno sul nostro stesso metodo: una sola formulazione della ricerca non basta, e questo ha cambiato il modo in cui verifichiamo. |